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Monkey Island 2 Special Edition: LeChuck’s Revenge

Cover del gioco Monkey Island 2: LeChuck's Revenge Special Edition
Recensione
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PIATTAFORME

PC, PlayStation 3, XBox 360

DATA

7 Luglio 2010

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Recensione

Premessa

Lo sviluppo di un remake 1:1 del secondo capitolo della serie è stata proposto da Craig Derrick alla dirigenza “Lucas Arts” subito dopo l’uscita del remake, sempre diretto da Derrick, del primo capitolo. Come per il precedente ma imparando dagli errori di quest’ultimo, il team rinnova grafica ed interfaccia, inserendo doppiaggio e musiche riarrangiate ed aggiungendo bonus come commenti degli autori e concept art.

Comparto Narrativo

Essendo una rivisitazione 1:1 dell’opera originale, poco o nulla è cambiato nel reparto narrativo. La storia comincia in medias res, con un visivamente più navigato Guybrush Threepwood appeso ad una corda con un forziere in mano che chiede aiuto ad Elaine. La donna chiede spiegazioni riguardo la condizione in cui si trova e dunque comincia il racconto dell’avventura del protagonista che lo ha portato in quella situazione. Obiettivo del pirata è quello di trovare il leggendario tesoro di “Big Whoop” di cui nessuno però sa niente né sa dove si trovi. A mettergli i bastoni tra le ruote è nuovamente la sua nemesi LeChuck.

Una storia che in questo capitolo assume più forma e spessore, risultando più articolata ma sempre piacevolmente semplice e leggera. Tornano vecchi volti dal primo capitolo e se ne aggiungono molti nuovi, in un ventaglio di personaggi non solo più ampio e sempre ben caratterizzato, ma questa volta anche funzionale alla trama e divertente al di là del protagonista.

L’umorismo e la comicità di questo capitolo, nuovamente cuore della produzione, sono più marcati e frequenti ma estremamente ben spalmati sulla diversità dei personaggi e degli ambienti, risultando in una varietà umoristica superiore, ed un maggior coinvolgimento nella storia in se grazie allo spazio maggiore dato ai vari personaggi secondari.

Il nuovo capitolo non ha paura di osare e riesce a raggiungere il massimo del suo potenziale senza sfociare in scene o dialoghi ridicole, esagerate o demenziali, mantenendo sempre alto il livello di comicità, ironia e umorismo in tutte le sue forme.  Migliore è anche la scrittura dei dialoghi e più frequente la rottura della quarta parete.

Estremamente arricchite le ambientazioni, non solo molto più dettagliate(merito soprattutto di uno sviluppo diretto alle uscite VGA a 256 colori) ma estremamente più numerose e diversificate, che regalano diverse atmosfere per i diversi luoghi ed isole che visiteremo.

Gameplay

In questa rivisitazione, il gameplay subisce dei cambiamenti, senza però cambiare nulla di base negli enigmi e nella risoluzione degli stessi, che rimangono ilari e particolari, senza risultare troppo complicati, con la presenza di un sistema di indizi(regolabile) per aiutare nella loro risoluzione.

La schermata è ora a schermo pieno, con la possibilità di richiamare un inventario a scomparsa con la pressione di un tasto per usare gli oggetti al suo interno. Il sistema a verbi originale viene sostituito da un unico puntatore che, con il tasto destro(similmente a quanto visto con “The Curse of Monkey Island”), apre un piccolo ventaglio di azioni possibili con la persona o l’oggetto evidenziati dal puntatore.

Nulla cambia neanche con i dialoghi, che non inficiano nella narrazione ma piuttosto spingono la comicità dell’opera. Niente cambia neanche nell’esplorazione degli ambienti e nell’accesso alla mappa dell’isola per raggiungere nuove località. Di particolare interesse è la possibilità, in qualsiasi momento, di cambiare in tempo reale da versione remake a versione originale e viceversa, con cambiamenti quindi non solo grafici ma anche nel gameplay, che torna quello originale.

Comparto Tecinco

Come per il precedente remake, il gioco subisce un profondo re-style rimanendo però una fedele riproposizione di ogni elemento e personaggio alla sua versione originale. A cambiare drasticamente è lo stile grafico che si presenta con disegni fatti a mano e nuance pastello che ripropongono lo stesso appeal dell’originale con un nuovo aspetto grafico. La scelta stilistica si sposa infatti bene col fascino e le atmosfere del titolo originale, togliendo poco o niente all’umorismo e la stravaganza che lo contraddiceva.

Le animazioni sono rese più fluide seppur rimangano le stesse, con solo qualche aggiunta ed aggiornamento. Anche l’espressività facciale dei personaggi viene maggiormente valorizzata rispetto al precedente remake, così come il lavoro sulla totalità dei disegni che compongono ciascuna location, decisamente meglio dettagliati e riproposti con maggior cura.

Ottimo lavora anche nel versante audio, con il riarrangiamento delle musiche e la maggior quantità di effetti audio ed ambientali. Anche in questo remake i personaggi hanno un doppiaggio inglese, con Dominic Armato, Earl Boen e Alexandra Boyd a riprendere i ruoli per i loro personaggi, mentre il resto del gioco è localizzato in italiano, con un lavoro di traduzione migliore del precedente remake.

Conclusione

Picture of Exion
Exion
Amministratore

Un lavoro di rivisitazione 1a1 di un eccellente titolo che ha visto il team imparare dagli errori del precedente remake e di mettere più amore nel progetto, portando ad un ottimo risultato. Narrativamente non vi è alcun cambiamento dall’opera originale, mentre dal lato gameplay a cambiare è stata solo l’interfaccia, resa più moderna dell’originale ed ancora più accessibile rispetto al precedente remake, con l’aggiunta di un sistema di indizi. Ma è nel comparto tecnico il cambiamento più profondo. Uno stile grafico nuovo, ridisegnato a mano, dettagliato e curato, che non si discosta però dalla forma dell’originale rievocando bene le stesse atmosfere, lo stesso fascino e lo stesso umorismo del titolo del 1991. Anche nel versante audio il lavoro è buono, con musiche riarrangiate e aggiunta di doppiaggio e suoni ambientali. A condire il tutto torna l’apprezzata possibilità di cambiare in tempo reale dalla versione classica a quella remake e viceversa.

Opinione

Picture of Exion
Exion
Amministratore

Il team di sviluppo ha decisamente imparato dal remake al primo capitolo, tirando fuori questa volta un lavoro decisamente ben fatto. Sempre un remake 1:1 che non cambia nulla a livello narrativo, ma introduce delle più moderne meccaniche e soprattutto un nuovo stile grafico, che questa volta non snatura la produzione. I cambiamenti al gameplay cominciano con un molto più comodo sistema di scelta azioni ristretto, che si apre a ventaglio alla pressione del tasto sul cursore. Una soluzione molto più elegante e funzionale del brutto sistema ideato nel remake del primo capitolo. Per il resto non cambia nulla. E’ nel comparto tecnico che cambia tutto invece, o quasi. In realtà a cambiare è lo stile grafico che rispecchia  perfettamente l’originale spirito del gioco, regalando, anche se in maniera diversa, le stesse emozioni. Anche le animazioni sembrano migliorate, seppur sempre un po’ legnose e troppo fedeli all’originale, ma sicuramente meno fastidiose qui che nella Special Edition del primo capitolo.  Insomma un remake secondo me ottimo, che rispecchia l’anima dell’originale senza modificarlo troppo. Qualcosina in più certo si sarebbe potuta fare ma con un buon lavoro come questo non pretendo di più. Tra l’altro anche qui torna la possibilità di switchare in tempo reale dalla versione remake a quella originale, ma in questo caso vale la pena giocarlo in entrambe le versioni.

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